Le Dolomiti

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Le Dolomiti sono sicuramente le più particolari per bellezza e forma, fra le montagne della catena alpina. Probabilmente le caratteristiche di unicità le rendono comunque nel mondo intero, fra le montagne più conosciute ed ammirate. Non a caso il loro soprannome è “monti pallidi”. Le Dolomiti sono un luogo incantato, dove il tempo scorre sommesso, per innalzarsi improvvisamente negli splendidi scorci che ad ogni ora del giorno offrono uno spettacolo ambientale di rocce, boschi e prati tale da essere senza paura di esagerare un vero paradiso naturale, peraltro ad oggi  ben conservato.

Il loro soprannome, ben si sposa con le loro caratteristiche, la natura stessa delle Dolomiti fa sì che all’alba ed al tramonto si trasformino. Dal colore pallido delle formazioni calcaree al rosa che al calar della luce specialmente nella stagione fredda, diventa un rosso acceso che si accorda per contrasto all’azzurro del cielo ed al bianco delle nuvole.  La loro sensibilità ai cambi di stagione offre sempre una luce nuova, ricca di fascino. Come il cangiar repentino della luce dopo i temporali di mezzagosto, che già sottilmente introduce l’eco della luce autunnale in paesaggi ancora prettamente estivi. Lo splendido ingiallirsi degli immensi boschi di faggio che arricchisce i toni scuri delle “crode” sovrastanti. Le strisce di indaco puro, nei cieli crepuscolari alle prime gelate di novembre.  Poi d’incanto la neve che trasforma radicalmente il paesaggio con distese incredibili di bianco su cui svettano però gli inconfondibili profili delle cime principali: l’Antelao, il Pelmo, gli Spalti di Toro, le Tre Cime di Lavaredo, la Marmolada, il Sorapiss, lo Sciliar, il Civetta, il Cristallo, il Sassolungo, le Torri di Vajolet, le Tofane, il Gruppo dello Schiara e tante altre ancora.

Possiamo descriverle come singole montagne, come gruppi di cime, il fascino resta immutato. Le pareti imponenti presentano  striature e spessori di roccia che ne rivelano la Geologia, che si esprime sotto varie forme: torri, pinnacoli, guglie che sorgono improvvise dai ghiaioni d’alta quota, dove non abita più neanche il pino mugo, ma forse qualche muschio o lichene. Le cime che coronano gli orizzonti quasi a voler fermare il vento, sopra i declivi di splendidi boschi da cui si aprono le valli interne fino all’abitato.

Dove l’insediamento umano è diffuso, si trovano i numerosi Paesi che fanno parte quasi esclusivamente di cinque province italiane. Soprattutto Belluno, poi Bolzano, Trento e la propaggine carnica delle Dolomiti Friulane in provincia di Udine. In parte però i Monti Pallidi si spingono nel sud dell’Austria fin sotto la città di Lienz.

Abitate da più di ottomila anni le Dolomiti hanno avuto negli ultimi 150 anni una fama crescente soprattutto in derivazione dell’attenzione che il nascente Alpinismo gli ha dedicato. Le prime scalate alla conquista delle vette hanno fatto conoscere al grande pubblico le bellezze delle valli e delle cime. Le attività sportive legate alla montagna oggi sono varie, dai trekking, alle arrampicate, lo sci nelle sue varie forme, l’escursionismo delle Alte Vie ed altri ancora. L’ambiente ancora intatto ed il ritorno alle pratiche boschive e all’agricoltura di montagna contribuiscono ad offrire al visitatore uno spettacolo di fauna e flora inimitabile. Varia e consistente è infatti la presenza di animali, fra cui oltre a cervi, caprioli, camosci ed altri ungulati, si è registrato il ritorno dell’orso dalla vicina Slovenia. Importante anche la diffusione di uccelli dai piccoli passeracei ai tipici gallinacei di bosco, fino ad i classici rapaci d’alta quota.

tre cime di lavaredo

L'ambiente delle Dolomiti

La vegetazione varia ovviamente in base all’altitudine e all’esposizione dei vari versanti. Nei boschi le presenze più importanti sono ovviamente le conifere, abete bianco e rosso, pino e larice, perfettamente integrati col faggio. Ma non mancano le presenze a quote basse di betulla, carpino e cassia. Vario e ricco il sottobosco che favorisce la germinazione di numerose specie di funghi tra cui ottime qualità adatte alla tavola. La cucina dolomitica infatti trova nei funghi un elemento caratteristico che contraddistingue il gusto di numerosi piatti .

Un ultima considerazione può essere dedicata al Clima, tipicamente alpino, con estati brevi e fresche, primavere piovose dal disgelo in poi, autunni asciutti e inverni a volte lunghi ed innevati. Come il resto delle Alpi le Dolomiti fanno da barriera alle perturbazioni che da sud spingono verso nord e sono caratterizzate da un‘instabilità periodica dovuta al flusso ovest-est del maltempo che attraversa la penisola italiana. Le temperature di gennaio spesso scendono per più giorni sotto lo zero con minime che variano a seconda dell’altitudine e dell’esposizione al sole delle singole zone. Nei paesi non è raro avere mattine a -15° e verso le cime alcune notti ventose hanno segnato temperature oltre i -20°. Pertanto le nevi perenni partono dai 2300 metri di versanti nord ai 2800 di quelli esposti a sud.

La conclusione è che nessuna descrizione scritta o fotografica, può restituire appieno il fascino, le sensazioni, gli aromi che una passeggiata sui sentieri può offrire. Così come tanti altri momenti ai quali il visitatore può partecipare: la convivialità dei rifugi alpini, la particolarità delle malghe d’alpeggio, l’incanto dei torrenti scroscianti, la luce dei panorami, il silenzio delle alte vie. Proprio nel silenzio, e nella pace che suggerisce, si può trovare l’immagine che forse caratterizza di più il nome Dolomiti.