Misurina

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Misurina era una bambina piccina e graziosa, unica figlia del re Sorapìs, il quale invece era un gigante che alla sua bambina perdonava sempre tutto. La bambina però ne combinava di tutti i colori, facendosi sempre beffe di quel padre amorevole grande come una montagna. Cresceva diventando sempre più dispettosa, e capricciosa ma soprattutto curiosa. Un giorno la bambina venne a sapere come saziare la sua sete di curiosità. Seppe che una fata, che abitava sul Monte Cristallo,  possedeva lo specchio tuttosò. Uno specchio dove bastava specchiarsi o farci specchiare qualcuno che tutto si sarebbe saputo su quella persona. Dopo poche insistenza la bambina convinse il padre Sorapìs a recarsi dalla fata per chiederle lo specchio. La fata, che sapeva delle bizzarrie della piccina, acconsenti solo ad una condizione. Sul suo giardino sul Monte Cristallo il sole batteva sempre e le rovinava i fiori. La proposta fu di chiedere al gigante di trasformarsi in montagna in cambio dello specchio, così finalmente avrebbe avuto un po’ d’ombra grazie a quella montagna.  Soarapìs allora comunicò la proposta della fata alla propria figlia, lei dal canto suo esultò del fatto che avrebbe così potuto andare a giocare sui pendii creati dal padre, il quale sarebbe poi anche vissuto in eterno una volta trasformatosi in montagna. Lei allora strappò lo specchio dalle mani del padre il quale in quel momento cominciò a gonfiarsi ed a crescere: cosi che i suoi capelli divennero alberi e le sue rughe crepacci. La bambina d’un tratto si accorse di essere in cima una montagna e spaventatasi per ciò che stava avvenendo cadde dalla cima. Dai giganteschi occhi di Sorapìs iniziarono a scendere lacrime di disperazione, poiché vide la fine della propria figlia tanto amata.  La leggenda vuole che da quelle lacrime si formò il lago sotto il quale giace Misurina con il suo specchio. Specchio nel quale il gigante Sorapìs si riflette ancora oggi.

Misurina Oggi

Sono luoghi magici come Misurina che possono vantare, tra le sue bellezze naturali, anche una leggenda che risale dalla notte dei tempi. Sì perché un luogo come questo, con il suo lago, le sue montagne, i suoi prati ed i suoi declivi, sono perle incastonate tra le rocce delle Dolomiti.

Allora non è una caso che salendo fino a quassu, dalla parte del comune di Auronzo di Cadore o dalla parte della Val Pusteria e di Cortina, non si possa distogliere lo sguardo dall’inconfondibile forma delle Tre Cime di Lavaredo. Proprio qui altre montagne famose circondano il luogo:  dal Monte Piana, al Cristallo, dai Cadini al Monte Sorapis.

Di qui passò anche la guerra, il primo conflitto mondiale. Sul Monte Piana sono state restaurate le trincee e le postazioni originali. Oggi però ben 500 posti letto sono forniti da una decina di alberghi. Un impianto di risalita porta gli sciatori a Col De Varda e partite di Polo si svolgono sul lago ghiacciato in uno scenario che ricorda i luoghi delle favole! La salubrità del luogo è garantita dall’imponente palazzo del dell’Istituto Pio XII, che oramai fa parte del panorama del luogo, uno dei pochi centri al mondo specializzati nella cura dell’asma infantile. Questa è una meta ambiziosa anche per gli alpinisti, gli escursionisti e gli sciatori di tutte le specialità. Incredibile che in un luogo poi non tanto grande possa essere concentrato un tale paradiso di natura, sport e piacere.

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