Dolomiti Bellunesi
Pale di San Martino, San Lucano e Vette Feltrine

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La Dolomiti Bellunesi fanno in realtà parte diun più grande gruppo di montagne chiamato Pale di San Martino San Lucano Dolomiti Bellunesi Vette Feltrine si estende a cavallo tra la provincia di Trento e di Belluno. Esteso ben 31.665 ettari a qualcuno richiamano la forma di ferro di cavallo, tutto ripiegato verso la zona dell’agordino. Uno dei principali motivi per cui queste catene montuose sono diventate patrimonio mondiale dell’umanità è dovuto al fatto che vengono considerate una delle più complete serie di strati di roccia nelle Dolomiti che vanno dal periodo del primo Paleozoico al Cretaceo.

Le Pale di San Martino hanno il versante ovest che guarda sulle trentine valli di Primiero e del Vanoi, dalla parte opposta sulle bellunesi valli del Biois e del Cordevole. Una delle cime più alte di questo gruppo è certamente il Cimon della Pala, alto 3.184 metri e svetta al di sopra del noto Passo Rolle e fu raggiunto per la prima volta dall’inglese Edward Robson Whitwell nel 1870. Altre vette di rilievo sono: il Velo della Madonna, il Sass Maor, la Cima Canali, il Mulaz, la Cima della Rosetta e la Cima della Mezzana. Ai piedi delle pale spicca San Martino di Castrozza, nota meta turistica estiva ed invernale. Queste montagne sono caratterizzate dalla presenza di vari ghiacciai, anche se di modeste dimensioni, perché si trovano ad una notevole altitudine. Il più grande di questi si trova a nord della cima Fradusta e prende il suo nome, si tratta di un ghiacciaio di circa un chilometro quadrato d’estensione.

Le Pale di San Lucano si presentano come una continuazione delle Pale di San Martino nelle Dolomiti Bellunesi. Sono gigantesche pareti di roccia che precipitano a valle anche per 1500 metri scavando gole profonde e stupefacenti. La Valle di San Lucano è una delle gole più profonde di tutte le Alpi. Nel Punto più a nord di questi grandi gruppi si trova il Monte Civetta, alto 3.220 metri è uno tra i più colossali blocchi di roccia delle Dolomiti. La parete nord ovest raggiunge una lunghezza di sette chilometri andando dalla Torre Coldai alla Torre Trieste. La parte centrale invece raggiunge i 1.100 metri d'altezza. Su queste pareti molti alpinisti si sono cimentati nelle Dolomiti Arrampicata, questa grande parete è chiamata da sempre: “l'Università dell'Alpinismo” o “Parete delle Pareti” per la sua arditezza e monumentale estensione. Altre cime di rilievo, con pareti anch’esse a strapiombo e di colore giallo, sono: la Prima Pala di 2.221 metri, la Seconda Pala di 2.340 metri e la Terza Pala che raggiunge i 2.355 metri di quota.

Le Dolomiti Bellunesi e le Vette Feltrine rappresentano la parte più a sud del ferro di cavallo. Queste guardano verso la Valle del Piave e sulla città di Belluno. Queste vette non sono molto elevate come le altre, ma dal punto di vista alpinistico sono invece più difficili ed impervie.

Le Dolomiti Bellunesi ed un grande Parco Nazionele

Spostati verso il feltrino e facenti parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi una serie di cime si sviluppano a semicerchio attorno alla Val Soffia e comprendono anche il Gruppo dei Feruc queste sono i Monti del Sole. Questa zona è considerata una delle più selvagge, assieme alle Dolomiti Friulane, di tutti i siti UNESCO delle Dolomiti. Ad est di quest’area ci sono due catene, Cimonega e i Piani Eterni. Sempre in questa zona si trova anche la riserva naturale integrale Piazza del Diavolo nota anche come Busa del Diaol. Verso la valle del Cordevole si trova l'altro gruppo di cime, lo Schiara-Talvena e più a nord la catena delle Cime di San Sebastiano. Le cime più note delle Vette Feltrine sono: il Monte Vallazza con i suoi 2.167 metri, la Pietena di 2.195 metri, la Cima Dodici di 2.265 metri, il Monte Pavione di 2.335 metri, il Monte Ramezza di 2.250 metri e Sasso di Scarnia con i suoi 2.226 metri di altitudine.

Queste Vette Feltrine sono formate per lo più da calcari grigi. Sono anche l'area dove più si estende il complesso geologico di questo sito UNESCO. Una gran varietà e quantità di fossili si trovano tra queste rocce, in particolare fossili di spugne calcaree e silicee e rari ammoniti perfettamente conservati. Non è quindi un caso che quest’area sia tutelata, e rientri come parco naturale sia nelle Dolomiti Bellunesi che nel Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino in provincia di Trento.

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